Sembrava…

Sembrava non potesse cambiare nulla
Qualche secondo prima del secondo atto
Quando stava per ripetersi la nuova replica
Il sipario fu aperto sì
Ma subito richiuso
Che l’autore aveva avuto l’illuminazione
Perché tutto funzionasse meglio

Non avendo gli attori il tempo
Di memorizzare le battute
Fecero come non avevano mai fatto
Recitarono a braccio
Sul brogliaccio delle nuove indicazioni

E c’è da dire che se la cavarono un gran bene
C’era la giusta predisposizione
All’espressione originale di ciascuno
Pur sul filone di idee suggerite
E il pubblico apprezzò grandemente
Dimostrando di saper comprendere

Dopo lo spettacolo la compagnia
Sprizzava gioia da non stare nella pelle
Mai avevano sperimentato una tale
Sintonia d’ispirazione e di intenti
Tanto che decisero che da quel momento
Ogni replica sarebbe stata l’unica messa in scena

(estate 2015)

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Il…

Il pappatacio
Non tace la sua fame
E ciuccia frutta
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Sommessamente
La campana del vento
Suona l’accordo
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Scende violenta
E scroscia rumorosa
Pioggia di maggio
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Vento veloce
Viene vortica va via
Ventola viaggia
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Sento fischiare
Spunta un becco giallo
Dalla grondaia

(primavera 2015)

Il Sole e la Luna guancia a guancia

A Robertino piace molto ascoltare il suo papà che racconta la storia del Sole e della Luna che si sono abbracciati. La vuole sentire ogni volta che rivede il disegno appeso alla finestra della sua stanza. E il suo papà che gli vuole molto bene gliela racconta volentieri.
Il Sole e la Luna si sono conosciuti tanti e tanti anni fa, talmente tanti che per contarli non basterebbero tutti i granelli della sabbia del mondo. Quando si sono incontrati la prima volta, avevano capito subito che si sarebbero voluti bene per sempre. Da allora si sono visti tutti i giorni e ancora oggi si vedono per parlare, sorridersi, stare a guardarsi senza dire niente. Ogni tanto la Luna si diverte a nascondersi dietro la Terra e quando il Sole la scopre ridono di gioia.
C’è una cosa che il Sole e la Luna amano molto della loro vita: illuminare i giorni e le notti di chi vive sulla Terra. In alcuni giorni capita che lo facciano insieme e questo li rende molto felici.
Ciò che li ha fatti soffrire un po’ per molti e molti anni è che non possono stare vicini e abbracciarsi stretti stretti, fosse anche per pochi secondi. Poi un giorno tutto è cambiato.
Un bambino è andato in un grande prato con i suoi genitori per vedere una cosa meravigliosa: uno spettacolo fatto dal Sole e dalla Luna che viene rappresentato solo una volta all’anno. In attesa che cominciasse, tutti si sono messi degli occhiali molto molto scuri, fatti apposta per guardare direttamente il Sole senza bruciarsi gli occhi.
Finalmente qualcuno ha annunciato che lo spettacolo stava per cominciare e tutti hanno alzato gli occhi verso il cielo. Il bambino è rimasto tutto il tempo con la bocca spalancata per lo stupore: il Sole e la Luna si avvicinavano lentamente l’uno all’altra, sempre di più. Dopo pochi minuti erano talmente vicini da potersi abbracciare forte e diventare una cosa sola. A vedere quella scena tutti si sono commossi e hanno fatto un applauso che sembrava non finire. Nel frattempo il Sole e la Luna lentamente si sono allontanati senza smettere di guardarsi e di sorridersi.
Lo spettacolo è piaciuto così tanto a quel bambino che appena arrivato a casa ha fatto un bellissimo disegno. Dentro lo stesso cerchio ha disegnato il Sole e la Luna che stanno guancia a guancia e sorridono felici. Una volta finito ha deciso di appenderlo al vetro della finestra della sua camera, perché si potesse vedere dal cielo.
Da quando hanno visto quel disegno, il Sole e la Luna hanno capito che almeno una volta all’anno possono sentirsi vicini come vorrebbero fosse sempre, e che in fondo, in tutti gli altri giorni, non sono così lontani l’una dall’altro. Anzi, nei loro cuori sono vicini più che mai.

(2014)

Non…

Non disfece subito le valigie
Le lasciò accanto alla porta
E si stese sul letto
Aveva bisogno di riposare
Dopo quel lungo viaggio
Durato giorni e giorni
Ma forse si era trattato di anni

Per tutto il tempo non aveva capito
Dove stesse andando
Finché non giunse in quel luogo

Riconoscendolo all’istante
Come la sua destinazione
Scese felice dal treno prima che si fermasse
E pensare che l’aveva preso
Quando già stava partendo
Rischiando pure di non salire
Per caricare tutto il bagaglio

Ed ora il viaggio era finito

Trovò alloggio in un piccolo albergo
Ottenendo la stanza al primo piano
Adocchiata poco prima di entrare
Dava sulla strada e appena al di là
C’era una camminata a ridosso degli scogli
Su cui s’infrangevano le onde

Accorgendosi del loro andare e venire
D’un balzo si alzò dal letto
E corse ad aprire la porta finestra

La prima cosa che apparve fu il cielo
Azzurro fino all’orizzonte
Facendo un passo sul piccolo poggiolo
Vide il mare increspato di bianco
E gli scogli scuri lucidi d’acqua

Poi appoggiando le mani alla ringhiera
Volse lo sguardo ai passanti
Si ritrovò ad ascoltare le loro voci
Mescolate al suono della risacca
E ai rumori delle attività quotidiane
Sembrava di sentire un concerto

Questa è la mia meta si disse a voce alta
Annuendo piano con la testa

Chiudendo gli occhi spalancò le braccia
E respirò a fondo assaporando ogni odore
Che la brezza portava al suo naso
E ancora i suoni e i rumori
Che giungevano da ogni direzione

Restò così per qualche secondo

Poi riaprì gli occhi ed abbassò le braccia
E senza che il sorriso lasciasse il suo volto
Diede una lunga occhiata tutto intorno
Finché si rese conto che era venuto il momento
Di scendere in strada
Farsi una passeggiata
E mescolarsi a quel mondo

(estate 2015)

Uno…

Uno stornello
L’unico nei paraggi
Se la canticchia
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Piovono fiori
Dai rami sopra di me
Benedizioni
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Guardo un fiore
Bellezza senza nome
Petali d’haiku
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Rami di pruno
Il respiro del vento
Fa un sospiro
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Fiori di kiwi
Presagiscono frutti
In abbondanza

(primavera 2015)