Compagna ribelle – Parte IV b

Evidenze

*

Si fa presto
A perdere la testa
Basta tenerla nei dovrebbe
Nella certezza
Che la verità non è
Quella davanti agli occhi
E li si copre con le mani
Non per vedere
La vita immaginata
Per quello bastano i sogni
Ma per negare
Ciò che non si può negare
I necessari atti
Di una vita evidente
E così si accende il buio
E la confusione che lo precede
Senza accorgersi per niente
Che oltre a quello che
Non va proprio giù
Si spengono anche
Le sorprese inattese
Le comprensioni che vanno
Oltre ogni immaginabile

*

Se non sai andare oltre
L’apparenza che risalta
Perdi l’opportunità di farti sorprendere
Dai frutti inattesi della bellezza interiore
Che non si può dire a parole
E magari non ha nemmeno voce
Una rosa rossa è bella a prescindere
Ma senza il fango dove son sepolti seme e radici
Non esisterebbe e comunque sfiorisce
Il letame ancora fresco
Fa tappare il naso e girare intorno
Se lo trovi sul sentiero
Ma quanto buoni sono gli ortaggi
Cresciuti nel terreno che ne ha tratto nutrimento

*

Sembra che la poesia
Nasca nel silenzio dell’ispirazione
Dell’intuizione di un pezzo di vetro
A terra che riflette il sole
Di un ricordo scaturito da un’idea che
Non c’entra niente
Ma a ben vedere nasce e cresce
Tra scariche elettriche di neuroni
Sangue che scorre l’impulso del cuore
Respiro lungo o corto il mantice dei polmoni
Gorgoglii di fame e deglutizione
Spostamenti d’aria più o meno interiori
E quando vede la luce
Una penna guidata su un foglio qualunque
Che scarabocchia e tira righe
Una gomma che cancella le parole a matita
Il battere di tasti o tocchi lievi su un vetro illuminato
E se c’è bisogno
Una voce che detta a qualcuno che trascrive
O a un microfono che trasforma il suono
In lettere e punteggiatura
Se sa riconoscerla o la ritiene utile l’autore

*

Due uomini e una donna
Due pietre ed una sedia
Caffè per uno solo
Il gatto accoccolato
Dietro la schiena

(2014)

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