Non si può vivere
Sempre col patema
Del funesto
E nemmeno ogni tanto
È scavarsi
A suon di piccone
È consumarsi
Con la carta vetrata
Non ci si può
Volere così male

Non si può vivere
Sempre in attesa
Del tutto bene
Nemmeno ogni tanto
È chiudersi
In una gabbia dorata
È vedersi
In un sogno continuo
Non ci si può
Volere così male

Fra gli occhi ne è spuntato
Un altro
E col terzo fanno
Quattro
Ma è l’occhio di uno
Poco in forma
È sporgente, cerchiato di rosso
La pupilla è gialla
E tra un po’ potrebbe scoppiare

È notte di S. Lorenzo
Sul vetro della finestra
Miriadi di stelle d’acqua
Trapuntano un cielo trasparente
Ecco una goccia cadente
Esprimo un desiderio
Anche se in ritardo
Chissà se si avvera lo stesso
Eccone un’altra
Che attraversa tutto lo spazio
Stavolta il desiderio giunge
In tempo
Ma forse non vale
Perché è solo maggio

Mi rapisce l’anima
Con le sue visioni
Mi conduce
In abissi profondissimi
E su vette celestiali
Per un tempo d’estasi
Crescente
Ogni giorno tutti i giorni

Sette piccioni sullo spiazzo becchettano
Briciole d’asfalto
Mi vedono e scartano lesti
Di qualche passo
Non faccio un gesto
Seguo la mia strada e guardo
Loro prudentemente
In sincrono perfetto
Virano in volo
D’un balzo

Non solo mani non solo piedi
Per le dita
Non solo anche non solo labbra
Per il bacino
Non solo vulva non solo bocca
Per le labbra
Non solo orecchie non solo mani
Per sentire
Non solo testa o percezioni
Per il senso

Piumini viaggianti
Di pioppi fioriti
Nell’aria di primavera
Tempesta di fiocchi
Sul confine tra luce e ombra
Da sembrare maggio innevato
Passeggeri casuali
Dietro la finestra assolata
Ognuno con un’imprecisa rotta
Germi di vita
Appoggiati sul vento
Verso terra accogliente
La mosca sul vetro
Stupita di non trovare una via
Camminando sul niente