Sembrava…

Sembrava non potesse cambiare nulla
Qualche secondo prima del secondo atto
Quando stava per ripetersi la nuova replica
Il sipario fu aperto sì
Ma subito richiuso
Che l’autore aveva avuto l’illuminazione
Perché tutto funzionasse meglio

Non avendo gli attori il tempo
Di memorizzare le battute
Fecero come non avevano mai fatto
Recitarono a braccio
Sul brogliaccio delle nuove indicazioni

E c’è da dire che se la cavarono un gran bene
C’era la giusta predisposizione
All’espressione originale di ciascuno
Pur sul filone di idee suggerite
E il pubblico apprezzò grandemente
Dimostrando di saper comprendere

Dopo lo spettacolo la compagnia
Sprizzava gioia da non stare nella pelle
Mai avevano sperimentato una tale
Sintonia d’ispirazione e di intenti
Tanto che decisero che da quel momento
Ogni replica sarebbe stata l’unica messa in scena

(estate 2015)

Annunci

Non…

Non disfece subito le valigie
Le lasciò accanto alla porta
E si stese sul letto
Aveva bisogno di riposare
Dopo quel lungo viaggio
Durato giorni e giorni
Ma forse si era trattato di anni

Per tutto il tempo non aveva capito
Dove stesse andando
Finché non giunse in quel luogo

Riconoscendolo all’istante
Come la sua destinazione
Scese felice dal treno prima che si fermasse
E pensare che l’aveva preso
Quando già stava partendo
Rischiando pure di non salire
Per caricare tutto il bagaglio

Ed ora il viaggio era finito

Trovò alloggio in un piccolo albergo
Ottenendo la stanza al primo piano
Adocchiata poco prima di entrare
Dava sulla strada e appena al di là
C’era una camminata a ridosso degli scogli
Su cui s’infrangevano le onde

Accorgendosi del loro andare e venire
D’un balzo si alzò dal letto
E corse ad aprire la porta finestra

La prima cosa che apparve fu il cielo
Azzurro fino all’orizzonte
Facendo un passo sul piccolo poggiolo
Vide il mare increspato di bianco
E gli scogli scuri lucidi d’acqua

Poi appoggiando le mani alla ringhiera
Volse lo sguardo ai passanti
Si ritrovò ad ascoltare le loro voci
Mescolate al suono della risacca
E ai rumori delle attività quotidiane
Sembrava di sentire un concerto

Questa è la mia meta si disse a voce alta
Annuendo piano con la testa

Chiudendo gli occhi spalancò le braccia
E respirò a fondo assaporando ogni odore
Che la brezza portava al suo naso
E ancora i suoni e i rumori
Che giungevano da ogni direzione

Restò così per qualche secondo

Poi riaprì gli occhi ed abbassò le braccia
E senza che il sorriso lasciasse il suo volto
Diede una lunga occhiata tutto intorno
Finché si rese conto che era venuto il momento
Di scendere in strada
Farsi una passeggiata
E mescolarsi a quel mondo

(estate 2015)

Là…


Su per la valle
C’è una casetta di legno
Dove ho vissuto i miei ultimi giorni
Fra pinete e prati innevati
Ho guardato la Fine
Avvicinarsi
Piano
L’ho aspettata
Col sorriso sulle labbra
Sorridente anche lei di fronte a me
Contenti di vedersi
Più vicini
Ora
Ogni giorno
Un po’ meno lontani
Fino a trovarsi alla distanza
Di un bacio imminente
Quattro labbra
Sfiorate
Appena prima
Di chiudere gli occhi
E in ascolto del solo contatto
Divenire in un attimo
Una cosa
Sola

(estate 2015)

Sento…

Sento in me la speranza del non ritorno
Come se ogni passo compiuto
Non avesse la forza di aspettare
Il passo successivo
Sapendo che non c’è altro modo
Per conquistarsi il cielo

Nemmeno c’è il modo di accelerarlo
Il passo
Pena non far caso a dove si mettono i piedi
E magari non vedere la deviazione necessaria
Nascosta dietro un ramo sul ciglio della strada
Dovendo in questo caso sì
Tornare indietro
Per ritrovare la propria via è inteso
Sperimentando però lo smarrimento
Di ripercorrere a ritroso la stessa strada
Che si pensava essere giusta
Ed invece era una svista
Per lo scontato del due più due uguale a quattro
Che non considera divisore e dividendo
Quelli ritenuti fattori o addendi
O che il risultato ipotizzato sia piuttosto
Un resto

Perciò il passo sia sempre avanti
E deciso ma non affrettato
Che la fretta toglie soffio al fiato
E si cammina tra foresta e deserto

(estate 2015)

La…

La circostanza
Mi dice che la vita
Non è una stanza circondata
Da pareti immutabili
È piuttosto una tenda aperta
Sotto cui trovare ristoro
Senza perdere di vista
Il cammino fra sabbia e dune

(estate 2015)

Sorriderò…

Sorriderò gentile
A chi non volge il suo sguardo verso di me
A chi non sa dissetarsi con le mani a scodella
Chiederò stupito
Come farebbe senza denti a tenaglia
Rivolgerò una parola
Una sola
A chi ha troppo da raccontare
A chi non sa più cosa dire
Offrirò il mio silenzio
Senza origliare
Muoverò accuse
A chi si sente al di sopra delle arti
E non vuole provarci
A chi non sa far sbocciare una rosa
Dirò che basta l’olfatto
Per aprire l’orizzonte

(estate 2015)

Langue…

Langue la belva inacidita
Stesa su un fianco la lingua che penzola
Non sembra più la stessa
Neanche l’ombra
Di quella che digrignava i denti senza sosta
Pronta ad attaccare in ogni istante
Continuamente con la bava alla bocca
Ora giace con gli occhi tristi
Ansimante sofferente
E si lamenta con voce flebile
Non ce la fa più a sostenere la parte
Della guardiana infaticabile
Del castello immaginario
A vederla così debole adesso
Sembra pensi è stato tutto inutile
Con mano leggera le accarezzo la testa
Lei muove la coda lenta
Chiude gli occhi il respiro si calma
E poco dopo si addormenta

(estate 2015)