Si…

Si svolge la foglia
Si apre
Per la luce che la nutre

(primavera 2016)

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Sembrava…

Sembrava non potesse cambiare nulla
Qualche secondo prima del secondo atto
Quando stava per ripetersi la nuova replica
Il sipario fu aperto sì
Ma subito richiuso
Che l’autore aveva avuto l’illuminazione
Perché tutto funzionasse meglio

Non avendo gli attori il tempo
Di memorizzare le battute
Fecero come non avevano mai fatto
Recitarono a braccio
Sul brogliaccio delle nuove indicazioni

E c’è da dire che se la cavarono un gran bene
C’era la giusta predisposizione
All’espressione originale di ciascuno
Pur sul filone di idee suggerite
E il pubblico apprezzò grandemente
Dimostrando di saper comprendere

Dopo lo spettacolo la compagnia
Sprizzava gioia da non stare nella pelle
Mai avevano sperimentato una tale
Sintonia d’ispirazione e di intenti
Tanto che decisero che da quel momento
Ogni replica sarebbe stata l’unica messa in scena

(estate 2015)

Il…

Il pappatacio
Non tace la sua fame
E ciuccia frutta
_______________

Sommessamente
La campana del vento
Suona l’accordo
_______________

Scende violenta
E scroscia rumorosa
Pioggia di maggio
_______________

Vento veloce
Viene vortica va via
Ventola viaggia
_______________

Sento fischiare
Spunta un becco giallo
Dalla grondaia

(primavera 2015)

Non…

Non disfece subito le valigie
Le lasciò accanto alla porta
E si stese sul letto
Aveva bisogno di riposare
Dopo quel lungo viaggio
Durato giorni e giorni
Ma forse si era trattato di anni

Per tutto il tempo non aveva capito
Dove stesse andando
Finché non giunse in quel luogo

Riconoscendolo all’istante
Come la sua destinazione
Scese felice dal treno prima che si fermasse
E pensare che l’aveva preso
Quando già stava partendo
Rischiando pure di non salire
Per caricare tutto il bagaglio

Ed ora il viaggio era finito

Trovò alloggio in un piccolo albergo
Ottenendo la stanza al primo piano
Adocchiata poco prima di entrare
Dava sulla strada e appena al di là
C’era una camminata a ridosso degli scogli
Su cui s’infrangevano le onde

Accorgendosi del loro andare e venire
D’un balzo si alzò dal letto
E corse ad aprire la porta finestra

La prima cosa che apparve fu il cielo
Azzurro fino all’orizzonte
Facendo un passo sul piccolo poggiolo
Vide il mare increspato di bianco
E gli scogli scuri lucidi d’acqua

Poi appoggiando le mani alla ringhiera
Volse lo sguardo ai passanti
Si ritrovò ad ascoltare le loro voci
Mescolate al suono della risacca
E ai rumori delle attività quotidiane
Sembrava di sentire un concerto

Questa è la mia meta si disse a voce alta
Annuendo piano con la testa

Chiudendo gli occhi spalancò le braccia
E respirò a fondo assaporando ogni odore
Che la brezza portava al suo naso
E ancora i suoni e i rumori
Che giungevano da ogni direzione

Restò così per qualche secondo

Poi riaprì gli occhi ed abbassò le braccia
E senza che il sorriso lasciasse il suo volto
Diede una lunga occhiata tutto intorno
Finché si rese conto che era venuto il momento
Di scendere in strada
Farsi una passeggiata
E mescolarsi a quel mondo

(estate 2015)