Ultime…

Queste sono le ultime parole che scrivo a voce su questo blog (e in altri spazi di scrittura).

È venuto per me il momento di dedicare tutto il tempo possibile alla meditazione e alla contemplazione, ciò che ormai sento come la mia via, e lasciarmi così impregnare totalmente dall’Immensità, Energia Vitale e Dolce e Immensa Grazia, a favore degli Altri, vicini o lontani che siano, e dell’Umanità intera, come una cellula che nella sua specificità opera insieme alle altre per il benessere di tutto il corpo.

Oltre che a quelli su questo blog, altri miei scritti ed espressioni si trovano qui:

http://bendabilili.blogspot.com/

http://lepoesiediannibale.blogspot.com/

http://iraccontidiannibale.blogspot.com/

http://ipensieridiannibale.blogspot.com/

https://annibalus.tumblr.com/

https://www.youtube.com/channel/UCRP65_5yVT8bCWmNDs4HPzQ

https://quandodisegnavo.wordpress.com/

https://annibalusclicks.wordpress.com/

https://www.radioecz.it/podcast/?p=archive (dalla più recente alla più datata: Dentro il cuore dei giorni; Poche parole; Dentro il cuore di ogni giorno; A ruota libera…dentro il cuore di ogni giorno; A ruota libera…seduto sul mondo)

Sperando…

Prossimamente, in totale antitesi con l’estrema sintesi degli ultimi tempi, metterò in circolazione quattro racconti fra i più lunghi che abbia mai scritto (2013/14), sperando di essere, anche solo minimamente, utile a chi non è abituato a gestire molto tempo libero e che gli effetti si protraggano oltre i minuti di lettura.

Soltanto con il Solo

In english: https://blogs.harvard.edu/sulaymanibnqiddees/2017/05/14/ibn-arabi-my-beloved/

On video: https://youtu.be/zEroIpr2Yes

Ascolta, o caro amato!
Sono la Realtà del mondo.
Il centro della circonferenza, sono le parti e il tutto.
Sono la volontà stabilita fra il cielo e la terra.
Ho creato percezione in te soltanto per essere l’oggetto della Mia Percezione.
Se dunque Mi percepisci, tu percepisci te stesso.
Ma non puoi percepire Me attraverso te stesso.
È attraverso i miei occhi che puoi vedere sia Me che te stesso.
Attraverso i tuoi occhi non puoi vedermi.

O caro amato!
Ti ho chiamato così tante volte e tu non Mi hai udito.
Mi sono mostrato a te così tante volte e tu non Mi hai visto.
Mi sono fatto fragranza così tante volte, ma tu non Mi hai odorato,
Cibo gustoso e tu non Mi hai assaggiato.
Perché non puoi raggiungermi attraverso l’oggetto che tocchi
O respirarmi attraverso dolci profumi?
Perché non Mi vedi?
Perché non Mi senti?
Perché? Perché? Perché?

Per te le mie gioie superano tutte le altre gioie
E il piacere che ti procuro supera tutti gli altri piaceri.
Io per te sono preferibile a tutte le altre belle cose.
Sono Bellezza, sono Grazia.

Amami. Ama Me soltanto.
Ama te stesso in Me, in Me soltanto.
Aggrappati a Me, nessuno è più intimo di Me.
Gli altri ti amano solo per se stessi.
Io ti amo per quello che sei, e tu, tu fuggi da Me.

O caro amato!
Non puoi trattarmi allo stesso modo, perché se ti avvicini a Me, è perché Io mi sono avvicinato a te.
Ti sono vicino più di te stesso, più della tua anima, del tuo respiro.
Chi fra le creature si cura di te come faccio Io?

Sono geloso di te, più di te.
Voglio che tu non appartenga a nessuno, nemmeno a te stesso.
Sii mio, sii per Me ciò che sei in Me, benché tu non ne sia nemmeno consapevole.

O caro amato!
Andiamo verso l’unione
E se trovassimo la strada che porta alla separazione,
Noi distruggeremmo la separazione.
Andiamo mano nella mano. Entriamo nella presenza della verità,
Lasciamo che sia il nostro giudice e imprima il suo sigillo sulla nostra unione per sempre.

Ibn Arabi (1165-1240)

traduzione dall’inglese di Giada Moreschini

L’equinozio

Mi viene voglia in questo giorno anticipato di equinozio di scrivere senza passare dalla metafora della poesia, della narrazione o del canto, anche se poi quella che di fatto vi racconterò è una metafora.
Intanto una riflessione su questo mondo iper-tecnologizzato e puntiglioso al nano-bit, al punto da poter calcolare al secondo, e metterlo ben in evidenza sui mass media, lo scoccare del giorno di equinozio e quindi di inizio primavera che quest’anno a quanto dicono non è il 21 ma il 20 di marzo.
Detto questo, mi vien da dire che il giorno di equinozio, marzolino o settembrino che sia, con la sua caratteristica dello stesso numero di ore di luce e di buio, è in fondo un giorno per l’uguaglianza. E proprio per questo potrebbe diventare un giorno per celebrare l’Uguaglianza, quella con la U maiuscola, quella per eccellenza, quella che riguarda tutti, che sia fra i popoli, fra uomini e donne, fra adulti e bambini, fra giovani e vecchi, fra esseri di diverse specie e chi più ne ha più ne metta. Il giorno di equinozio, che sia il 20 o il 21 o il 23, potrebbe diventare la Festa Internazionale per l’Uguaglianza. Forse qualcuno dirà che sarebbe l’ennesima inutile festa di celebrazione, ma ci sarebbe un riferimento concreto nella natura, un fenomeno che dice chiaramente che tutto e tutti sulla Terra vivono e convivono per un motivo ben preciso, che sicuramente non è quello di distinzione fra superiorità e inferiorità, perché essenzialmente tutto e tutti sono espressione della medesima ed unica Vita.