No benda bilili*

Il concepimento
La vita in gestazione
La digestione
La circolazione sanguigna
Il sistema linfatico
La respirazione
L’ossigenazione del sangue
La nascita dei pensieri
L’ispirazione

(*benda bilili: espressione africana che letteralmente significa mostra ciò che è nascosto. bendabilili.blogspot.it)

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Amanda mandò…

Amanda mandò Mandrake
A caccia di acacia
Ma fu una beccaccia
Che si ritrovò tra le mani
Il mago addusse che al dunque
L’addome gli dolse un sacco
Cosa c’entra l’addome che duole
Con l’acacia da cacciare chiese Amanda
C’entra rispose Mandrake
Che per scrivere un haiku a chi sta più in qua
Mi accucciai sulla cuccia di un dingo di caucciù
Quello per tutta risposta mi disse
Sposta adesso quel che hai posto sulla mia casa
E mi ha dato un tale calcio in pancia
Che la plancia si è lanciata
A precipizio sull’acacia distruggendola
Va bene disse Amanda e poi chiese
Ma da dove viene la beccaccia
Visto che ero a caccia
La presi dalla cuccia del dingo
Disse Mandrake con l’idea di far bingo
La buona Amanda amandolo come non mai
Prese la mandola e così cantò
Benissimo caro ma la prossima volta
Ispessisci mani vuote che la ruota
Nuota molto meglio controcorrente e da sola

E/O

E/O
Eh no così non vale
È come tenere un Piero in due scansie
E/O
Eh no decidi o è E o è O
Non può essere entrambe
C/O
Be’ questo lo capisco
Anche se non so cosa c’entri con presso
I/O
Anche questo lo capisco
Che non significa dentro e fuori
E/O
Mi sa tanto di opportunismo
Per prendere due picconi con una pala
E/O
Ah vuoi dire nel caso che
Cioè uno la capisce come vuole
A/O
No questa è inventata (penso)
È roba mia perciò indovina

Pedalo…

Pedalo ad occhi chiusi
Perché so dove sto andando
Conosco ogni metro ogni curva
Ogni salita e discesa del mio viaggio
So quando devo fermarmi
Per gonfiare le gomme
Alzarmi dal sellino
E bere una buona sorsata di acqua
La stanchezza non dura per sempre
Anzi una volta preso il ritmo
Pare pure si contenga
Ma ogni tanto riposo
Devo è giusto
In modo che non arrivi a casa
Del tutto spompato

Per la prima volta…

Per la prima volta
Ti ho visto indossare una gonna
E la tua femminilità
Ha preso il sopravvento
Piccoli gesti nuovi si sono affacciati
Alle tue mani
E quelli di sempre hanno rivelato
La grazia che non mi era dato di vedere
La luce che ti avvolge risplende come non mai
Trapuntata di riflessi tali e tanti
Da rendere invidiose
Tutte stelle della notte di S. Lorenzo

Abbagliato…

Abbagliato
Dal miraggio di un’altra vita
Trattengo la luce
Che di suo si espande
E con essa non mi accorgo
Trattengo ciò che deve finire
Assolutamente
Nella fogna
Me la canto e me la suono
Che non ho forze ed energie
Di lasciar risplendere libera
La luce che mi porto dentro
Senza davanti due occhi e una voce
A conferma che esisto

In alto…

In alto sullo spalto del cielo
Di nubi sparse al vento
Mille rondoni ballarono un rondò
Mentre il rododendro li accompagnava soavemente
Era il fiore rosso che la Grassa di Rossano
Portava quando disse al portantino
Prendi la porta e va al diavolo
Perché gli si ammosciò nel momento clou del saliscendi
Ma a Clusone sapeva che al club dei tori
Poteva rifarsi alla grande
Là lo aspettava già da un po’ Bella
Una donna che avvelenò un bell’adone
Con belladonna nel bicchiere di armagnac
Che gli offrì con tanto di tovagliolo
Pianse amaramente perché ama raramente
Un bicchiere amaro mentre nessuno beve
Il rododendro morì anche lui
Rodando drenaggi del tutto inazzeccati
Per rodare una vita senza radici
Le scorie di questa storia le inghiottì uno storione
E noi inghiottimmo le sue uova
Muovendo un passo nuovo ma non di danza
I rondoni tristi senza rododendro
Fecero il rondò con le rondini
Ed io scrissi un racconto raccolto
Mentre ancora contavo le lettere
Di un alfabeto ormai esiliato