Compagna ribelle – Parte VII

Fiabe

*

Svita la vite
E poi la riavvita
Sbiella il bullone
Sballando il filetto
A filo di lama
Sfiletta sardine
Raccoglie uva matura
Ed un uovo
Poi dice un’ave
Per il gusto divino del vino
Indovina che piove
Sfogliando le foglie
Le figlie l’abbracciano
Prima di andare

*

Don Chisciotte ha deposto le armi
Le pale dei mulini
L’hanno fatto girare abbastanza
Si è tolto l’elmo
L’armatura
Ha messo la lancia
Dietro una porta
E il cavallo pascola in un prato
Il fido Sancho Pansa
Non sapendo dove andare
Né che altro fare
È rimasto con lui
Il mulo col cavallo
Firmata la pace
Non rivangano più le epiche gesta
È bastato viverle
Davanti al camino ascoltano le storie
Raccontate dalle fiamme
E dal crepitare dei ceppi

*

Ho sete
Sono ore che cammino
Sotto questo sole irriverente
In questo deserto mutevole
Con solo sabbia all’orizzonte
Laggiù però
Vedo un riflesso e qualche ombra
Finalmente acqua e alberi con frutti
Accelero il passo trovo la forza
A minuti potrò rinfrescarmi
Più mi avvicino e più ne ho conferma
Ma a pochi passi non c’è traccia di palme
Né di una pozza
Il riflesso è quello di un pezzo di vetro
Lo prendo
Lo guardo
Di là vedo solo deserto

*

Il tempo delle prove generali è finito
Da un pezzo
Anche se me ne accorgo solo adesso
Si va in scena ogni giorno
Buona la prima
Niente repliche

*

La strada declina un poco
Prendo velocità
Le mani sui freni
Assaporo l’andare senza sforzo alcuno
La brezza fresca e il sole caldo
Sul viso
Chissà
Magari arrivo
Prima del previsto

*

Aspirazione

Camminare sulle uova
Senza romperle né incrinarle
Poi girarmi indietro
Sorridere e continuare
A camminare

(2014)

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Compagna ribelle – Parte VI

Visioni

*

Quante bellezze incontro oggi
Nelle corsie del supermercato
Giovani
Mature
Nere
Bianche
Ricce
Lisce
Slanciate o
Abbondanti con misura
Devo chiudere gli occhi
O guardare da un’altra parte
Perché non riesco a sostenere
Questa visione

*

Non so perché
Vado in estasi
Quando ti vedo
Sembreresti una fra tante
Senza particolari evidenze
Eppure
Quando per qualche attimo
Ti vedo
Vorrei venire con te
Per guardarti sempre

*

Una folata di vento sulla nuca
E i lunghi capelli volano
Sul viso
Seguendone i tratti
Poi le mani cercano
In un gesto inutile quanto sensuale
Di portare i capelli dietro le orecchie
Pochi si lasciano trascinare
I più tornano decisi
A riparare e accarezzare
Il viso
Di una donna che solo immagino
E mi lascio incantare

(2014)

Compagna ribelle – Parte V

Scenette

*

Si dice in giro
Cosa
Che oramai tra
Chi
Quei due non c’è più
Cosa
Sintonia d’intenti
Ah sì
Eh no per niente
E allora
Be’ a quel tempo
Cosa
Era tutt’altra faccenda
E adesso
È finita per sempre
Possibile
Sembrerebbe
Perché
In che senso
Sembrerebbe hai detto
Infatti
Ma si dice o non si dice
Si dice
Con certezza
No
Si suppone

*

Fra Fra Martino e Frate Tac
S’inserì in seri pensieri
Don Abbondio che si abbandona lo si sa
Ad abbondanti timori e fifaggini
Quando vide il primo ebbe un ricordo fulmineo
Ricordò le corde delle campane strappate dal campanaro
Aggrappato con tutto se stesso
Quando tornavano in su
Finché il peggio accadde
Poi pensò al secondo
Secondo il quale a seconda del caso
Un guardiano del cielo ha da stare in guardia
E all’uopo guardare all’uso di maniere forti
Se preci e sermoni non son sufficienti
Anche lui con moto d’anche però
Incrinò sedie e panche della chiesa
Preso dal furor predicatorio
No no
Meglio evitarli quei due
Se non puoi evirare il can che dorme
Devi trarne conclusione
Che è ben cambiare strada senza indugio
Per non indurre in tentazione di fare altri danni
Chi indugia per suo conto nel perseguirli

*

Sei un esserino timido e schivo
Un coccodrillo in miniatura
Fa quasi tenerezza vederti così piccolo
Ti nascondi se pensi che ti osservo dal giardino
Mentre sei appeso al muro a caccia di cibo
Ma non oso pensare quale effetto può fare
La tua comparsa davanti agli occhi
Di una zanzara o una falena

*

Sono un uomo tutto d’un pezzo
Quando apro un antello o un cassetto
Devo trovare ciò che cerco
A colpo d’occhio
Se non lo trovo chiamo la mia donna
Lei che ha un modo del tutto personale
Di concepire l’ordine delle cose
Allora dov’è le chiedo
Lei non risponde e a colpo sicuro
Prende ciò che mi serve
Be’ a veder bene era proprio lì
In posizione evidente

(2014)

Compagna ribelle – Parte IV b

Evidenze

*

Si fa presto
A perdere la testa
Basta tenerla nei dovrebbe
Nella certezza
Che la verità non è
Quella davanti agli occhi
E li si copre con le mani
Non per vedere
La vita immaginata
Per quello bastano i sogni
Ma per negare
Ciò che non si può negare
I necessari atti
Di una vita evidente
E così si accende il buio
E la confusione che lo precede
Senza accorgersi per niente
Che oltre a quello che
Non va proprio giù
Si spengono anche
Le sorprese inattese
Le comprensioni che vanno
Oltre ogni immaginabile

*

Se non sai andare oltre
L’apparenza che risalta
Perdi l’opportunità di farti sorprendere
Dai frutti inattesi della bellezza interiore
Che non si può dire a parole
E magari non ha nemmeno voce
Una rosa rossa è bella a prescindere
Ma senza il fango dove son sepolti seme e radici
Non esisterebbe e comunque sfiorisce
Il letame ancora fresco
Fa tappare il naso e girare intorno
Se lo trovi sul sentiero
Ma quanto buoni sono gli ortaggi
Cresciuti nel terreno che ne ha tratto nutrimento

*

Sembra che la poesia
Nasca nel silenzio dell’ispirazione
Dell’intuizione di un pezzo di vetro
A terra che riflette il sole
Di un ricordo scaturito da un’idea che
Non c’entra niente
Ma a ben vedere nasce e cresce
Tra scariche elettriche di neuroni
Sangue che scorre l’impulso del cuore
Respiro lungo o corto il mantice dei polmoni
Gorgoglii di fame e deglutizione
Spostamenti d’aria più o meno interiori
E quando vede la luce
Una penna guidata su un foglio qualunque
Che scarabocchia e tira righe
Una gomma che cancella le parole a matita
Il battere di tasti o tocchi lievi su un vetro illuminato
E se c’è bisogno
Una voce che detta a qualcuno che trascrive
O a un microfono che trasforma il suono
In lettere e punteggiatura
Se sa riconoscerla o la ritiene utile l’autore

*

Due uomini e una donna
Due pietre ed una sedia
Caffè per uno solo
Il gatto accoccolato
Dietro la schiena

(2014)

Compagna ribelle – Parte III b

Immersioni

*

Un petalo di geranio
Sopra una foglia d’insalata
Un filo di ragnatela
Che appare e scompare
Gocce microscopiche
Davanti all’occhio destro
Particolari secondari
Attirano la mia attenzione
Così scrivo qualche parola
Scatto una foto
Inspiro a fondo
Pulisco gli occhiali

*

Una farfalla a vela
Naviga a filo di brezza
Il sole acceso è puntato
Sulle cicale in concerto
Il passero agita ventagli
Sulla scia della farfalla
È giovane incostante
E alla fine cambia rotta
Il cane bofonchia qualcosa
Sul merlo accasato sul kiwi
E la gatta sfrattata che torna

*

Scrivo parole
Come foglie spazzate dal vento
Scrivo parole
Come scroscio di pioggia inatteso
Scrivo parole
Come lava lanciata dal vulcano
Scrivo parole
Come fango portato dalla piena
Scrivo parole
Come pelle bruciata dal sole
Scrivo parole
Come lacrime che non posso trattenere
Scrivo parole
Come zanzara che vuole il mio sangue
Scrivo parole
Come bambino che strilla di fame
Scrivo parole
Come luce per gli occhi assonnati
Scrivo parole
Come stanchezza compagna ribelle

(2014)

Compagna ribelle – Parte III a

Immersioni

*
É un mondo di rumori e baccani solerti
Di motori rombanti rompenti scoppianti
Di scuter di moto di auto e quant’altro
Di ruspe di pompe di aerei e cos’altro
Tagliaerba taglialegna tosafoglie
Soffiatori aspiratori e tutto
Ciò che ne viene
Di odori di puzze ed olezzi invadenti
Le mie povere orecchie e il mio povero naso
Non ne possono più
Non è proprio il mio mondo
Questo
Vorrei stare tra pinete
Con solo vento fra gli alberi
E passeri e merli e rondini e pettirossi
Che cantano fischiano e dialogano fra loro
Un torrente che scorre gorgoglia s’infrange
Un cane che abbaia un gatto che miagola
E gente che parla con voce pacata
E apprezzi il silenzio senza farne un dramma

*
L’odore di polvere bagnata
Mi raggiunge da dove non so bene
Che acqua e grandine hanno fatto serrare tutto
In un attimo torno a un giorno dell’adolescenza
Affacciato alla finestra aperta sul portico
A inspirare profondamente mentre piove
Con la stessa intensità
E a sentire
Parole pronunciate dentro
I miei primi versi
Di speranza
Scritti a penna

*
Mi stenderei qui
Sotto queste foglie grandi
A contare i frutti ambrati
E i pochi raggi tra il verde

*
Tutto intorno
Il verde mi avvolge
E respiro

(2014)

Compagna ribelle – Parte II b

Uguaglianze

*
Mi fa paura
Il prossimo cambiamento
Non perché migliora la mia vita
Anche se parrebbe una resa
Ma perché so che altro se ne andrà
Per sempre
Eppure in sottofondo sento
La mia voce dire
Che se una porta si chiude
E altre la seguono
Ciò che sto aprendo
È un portone su un eden
O forse è già spalancato
Perché possa passare con agio

*
Non sono un super eroe
Nemmeno un eroe semplice
Sono come tutti quelli che salvano
Se stessi e chi amano
Dalla mediocrità che rende la vita
Una serie infinita di gioie negate
E la ricerca di risposte che niente
Hanno a che fare con la sua essenza

*
Si perde per strada
Non sa cavarsela da sola
Ha sempre bisogno che qualcuno
Le stia dietro
E allora
Non è forse questa
La miglior condizione
Per una persona
È un essere sociale
Quindi
Cosa c’è di strano
Se qualcuno si deve affiancare
Beati quelli che possono sempre contare
Sulla presenza di qualcun altro

*
Amo il silenzio del ferragosto
Quando le fabbriche tacciono
Le strade sono libere
E tutti rallentano il passo
Per qualche giorno mi sento fra gente
Che mi somiglia molto

(2014)