Se venisse il giorno

(L’estate ha portato con sé l’accentuazione di una certa mia disaffezione dal web. Ho pensato perciò di rilasciare qui – forse nell’unico post della stagione – le poesie che avrei messo in circolazione di settimana in settimana fino a maggio prossimo, lasciando a chi legge il piacere di diluirle nel tempo secondo i propri ritmi.
Buona lettura!)

*
Addio mia nostalgia
Te ne sei andata
Senza avvisare
Senza salutare
Che quasi non me ne accorgo
Qualche volta ti fai sentire
Come il treno che passa
In lontananza

*
Al principio degli opposti
Stava l’unità
Che poi si distinse
Nei suoi molteplici aspetti
Perché ogni essere
Potesse riconoscere il suo
E allo stesso tempo
Ritrovasse negli altri
Ciò che non poteva
Trovare in se stesso
Cosicché alla fine dei conti
Il risultato fu il medesimo

*
Alfa e Omega
Tutto il resto è niente

Definizione e distinzione
Tutto quanto è nella luce

*
Benedetto sia il sole
E benedizioni scendano
Su chi l’ha reso
Fuoco d’ellisse
Per noi poveri pianeti
Appesi al giogo
Delle giostre parallele
Da cui orbitanti
Ci salutiamo con la mano

Benedetti siano quelli
Che afferrandosi ai raggi
Si avvicinano a mondi distanti
E così le mani possono stringersi

*
Canti per lo più
Con voce graffiante
Parli per lo più
Con lingua di spada
Vivi per lo più
A velocità di mente

*
Canta solo
Con la voce del cuore
Parla solo
La lingua del cuore
Vivi solo
Al ritmo del cuore

*
Come potrei
Contare le ore
Se non contassi
Sulla tua presenza
Come potrei
Sfamarmi di suoni
Se non cantando
Con voce delicata
Come potrei
Inventare queste righe
Se non immaginandole
Già scritte
Come potrei
Sentire il tuo respiro
Se non danzassi
Insieme a te
Come potrei
Intonare un cinguettio
Se non avessi ali
Aperte controvento
Come potrei
Abbeverarmi di sole
Se non ci fosse brezza
A rinfrescare il cielo

*
Cosa scriverò
In questo dieci marzo
Se niente pare ci sia
Da esprimere

Ascolterò il silenzio

Che mi riempie

*
Finché non lo vedrò
Non ci crederò
Quante volte ho pronunciato
Queste parole

Ora che vedo sempre
Non c’è da credere
Perché è semplicemente
Evidente

*
Ho mangiato una mela
Sembrava bella
Buona e succosa
E invece mi è rimasta
Indigesta
Così ho conservato
Le bucce il torsolo e il picciolo
A monito di quella mela
E ho messo il tutto
Dentro un sacchetto
E me lo sono messo
Al collo
Oggi mi sono accorto
Che quelli che porto
Addosso
Non son altro che scarti
Della mela ingurgitata
Così sono andato nell’orto
Ho aperto il sacchetto
E ho sotterrato il tutto
Certo qui bucce torsolo e picciolo
Saranno più utili
Quando saranno diventati
Terriccio buono
Terra fertile

*
Ho visto una bellezza
In bicicletta
Sfrecciare coi capelli al vento
Davanti alla finestra
Spensierata
Come questi giorni di primavera
Vitale
Come il giorno di Pasquetta

*
Insegnami tu
I tempi del deserto
Il respiro delle onde
La brezza che muove appena le foglie

Insegnami tu
I tempi del rispetto
Corpo mio distrofico
Lento

*
Io sono qui
Mi vedo chiaramente
Mentre colgo quest’attimo
Che non mi sfugge più

*
L’essenzialità
Bussa
Di nuovo
Alla mia porta
Mi sorride
Di là dal vetro
Le sorrido
E ora non so più
Resistere
Le apro
E mi lascio conquistare

*
La candela
Non ha bisogno di luce
Ma di cera
Il fuoco
Non ha bisogno di calore
Ma di legna
La pioggia
Non ha bisogno di freschezza
Ma di nuvole

*
La colonna
Sta dietro
Ed è nascosta
Dalla carne
Non la vedi
Ma lo vedi se è
Dritta
Sinuosa
Flessibile

*
La luce mi attira
L’orso è ghiotto di miele
La luce mi chiama
L’ape corre al nettare
La luce è per sempre
Il fiore diventa terra

*
La poesia è grazia
Gratuità di parole
Non richieste né cercate
Insistenti ed opportune
Cullanti od invadenti
Chiarissime o mascherate

Le poesie sono grazie
Per parole ricevute
Da una mano con la penna
Che altrimenti non saprebbero
Come dire come dirsi
Se facessero da sé

Fortunate che hanno chi
Ha la voglia di ascoltarle
E senza chiedere compenso
A volte senza desiderio
Di renderle visibili
Ad un occhio ad un orecchio
Pur non essendo detto
Che trascritte dicano proprio
Quello che vorrebbero

*
Mi avvolge
Un mondo d’infinito
Che mi porta con sè
Che canta sempre
Senza mai lasciarmi
Ed io mi lascio abbracciare
Fino a farmi portare via
E quando mi dimentico
Lui mi chiama

*
Mi scrivi?
È una gentilezza
Che ti chiedo
Mi scrivi?
Altrimenti non saprei
Come farmi leggere dal mondo
Mi scrivi?
Non serve che metti
Nero su bianco
Basta che mi leggano
Nella tua voce
O nei tuoi attimi di vita

*
Ora che accolgo la luce
Altro non vorrei
Che la luce mi accogliesse
Per sempre

Ma se ancora non mi prende
Tutto per sé
E perché ancora non l’ho presa
Tutta per me

*
Passato quasi allegro
Andante dinoccolato
Ritorna con un mazzo di fiori
Facendo tiritera con un dito
Sulla ringhiera
Come si faceva da bambini

*
Passeggiare sotto la pioggia
Con l’ombrello e passo calmo
Ascoltando il suono delle gocce
Che cadono tutte intorno
Un fruscio rassicurante
Che conquista l’attenzione
Al di sopra dei rumori di città

*
Percorro le vie
Meno battute
Quelle ai margini
Dell’abitato
Quelle che pochi
Conoscono
Quelli a cui poco interessa
La via più breve
Quelli che sanno
Perdersi in una corolla
Quelli che si ritrovano
A perdita d’occhio

*
Profondissimo sguardo
Mi scandagli fino al midollo
E i subbugli che ancora
Mi porto dentro
Li vedo chiaramente

*
Rimbalza il sole
Sul bordo della finestra
E mi attira
Come ape al nettare

*
Rondini e Rondoni
Volteggiano nel cielo
Tracciando nel sole
Arabeschi luminosi

*
Se ero incerto di essere
Poeta di scrittura
Sono sicuro adesso
Di esserlo di vita
Che se prima ci volevano
Le parole
Ora bastano
Gli attimi
Uno alla volta
Fino alla fine

*
Se la bottiglia
È crepata
Il vino si disperde

Se la bottiglia
Non è ben tappata
Il vino acetifica

*
Se venisse il giorno
In cui metterò punto
Alla mia scrittura
Chiuderò i volumi
Del nero su bianco
Delle parole dettate
A un microfono

Allora darò inizio a un libro
In cui siano i giorni
Le pagine bianche
Che si riempiono di storie
La carta pentagrammata
Per le melodie quotidiane
I fogli da disegno
Da colorare di esperienze
La macchina fotografica
Per gli attimi da ricordare

E più di tutto
L’anima e il cuore
Siano la mano
Per scrivere la vita
Siano gli occhi
Per leggerne i capitoli
Siano le orecchie
Per ascoltare il mistero
Siano la voce
Che ha sempre da dire

*
Sinuosa
Come un ulivo contorto
Che toglie luce d’intorno
E le parole di bocca

*
Tutto quello che facciamo
Combiniamo organizziamo
Ipotizziamo programmiamo
È niente
Di fronte all’essenziale
Immensità

*
Un fiore giallo non è
L’esatto contrario del sole
Anzi senza di lui
Non esisterebbe l’erba
E nemmeno la vita nascosta
Brulicante produttiva paziente
A volte mi piacerebbe
Diventare piccolo
Per vedere quanta è

*
Un grande cespuglio
Tutto ricoperto di fiori gialli
Mi racconta
Della sua predilezione per il sole
Alcuni fiori di tarassaco
Sparsi sul prato
Mi raccontano la stessa cosa

*
Voglio vedere
Fino all’ultimo velo
Di luce del cielo
Che resiste al di sopra
Di strade e di case
Con le loro lampade
Faretti e lampioni
E le tapparelle
Le tengo alzate
Completamente
Finché il buio
Si fa evidente
O così pare
Se non fosse
Per quest’invasione
Di luminarie
Che a volte affascina
Ma dopo un po’
Rompe

(marzo – giugno 2016)

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…setember…

Dù dè setember
La stagiù nöå l’è za ché
E tempestå ac
_______________
Due di settembre
La stagione nuova è già qua
E grandina pure

Taccuino (2)

Mi sto liberando di ciò di cui pensavo non avrei mai potuto fare a meno: il perfezionismo.
26/3/2016

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La vera essenza del dono sta nell’esserci.
5/4/2016

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Quando si dice che si sta vivendo una vita insulsa, o in altro modo coloritamente definita, è perché ci si sta confrontando con un immaginario modello di normalità, interno o esterno che sia.
5/4/2016

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Ad osservare la natura, a contemplarla, a starci dentro, la poesia sgorga spontanea, che sia scritta o, forse anche meglio, semplicemente vissuta.
14/4/2016

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Un conto è accettare gli aspetti meno piacevoli della propria vita, un altro è accoglierli, e un altro ancora è comprenderli, nel senso di considerarli parte integrante della propria esistenza.
23/4/2016

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Il 25 aprile si festeggia la liberazione dell’Italia dal fascismo, dal nazismo e dalla guerra. Grandissima cosa.
Ma mi chiedo se non sarebbe anche l’ora di liberarci da altre ‘dittature’ (alle quali peraltro ci assoggettiamo volontariamente), quali l’onnipresente tv (e i fior di quattrini che si spendono per garantirsi prime visioni e quant’altro), l’anacronistico petrolio (ed uso dell’auto per fare 500 metri di strada), lo scostante costante consulto di smart-cosi quando si è in compagnia (e sempre attive tutte le notifiche disponibili), il delirante whatsapp (e il suo altrettanto delirante proprietario facebook), l’esecranda abitudine di esprimere opinioni su tutto e su tutti (senza alcun rispetto altrui), etc…
Mi chiedo se in questi ultimi anni (ma forse fin dal boom economico) ciò di cui molte persone (non solo in Italia) si
sono liberate sia proprio la libertà…
25/4/2016

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Quelle che di noi chiamiamo parti-ombra, possono far paura a chi cerca la luce, il bene, il dono di sé. A ben guardare però quelle parti fanno paura non perché sono ombra, ma perché sono in ombra. E il giusto modo per non averne paura e superarle è portarle alla luce.
2/5/2016

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È molto salutare ogni tanto (ma anche spesso) prendere in considerazione gli aspetti della propria vita per i quali si prova gratitudine.
4/5/2016

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Quando sono nella luce il superfluo è manifesto e lo evito. Quando non sono nella luce o anche solo leggermente in ombra il superfluo resta nascosto e mi lascio prendere.
17/5/2016

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Questo pomeriggio il cielo, di nuovo abbondantemente rannuvolato, mi sembra un quadro pieno di sfumature
fra il grigio scuro e il bianco, talmente variegato e particolareggiato da chiedermi quanto ci metterebbe un pittore a metterlo su tela.
Al confronto il cielo di stamattina, senza nemmeno una scia d’aereo, mi ricorda soltanto un’immensa lavagna azzurra.
15/6/2016

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Pare che più prendo distanza da internet più mi ritrovo. Ma in fin dei conti prendo distanza da internet perché mi ritrovo.
17/6/2016

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L’essenziale può essere un puntino fatto con la punta di un capello finissimo ed essere nello stesso momento il totale e totalizzante.
17/6/2016

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L’anima non ha paura della sofferenza, psicologica o fisica che sia. Non ha
paura nemmeno di non essere considerata. L’anima non ha paura di niente.
5/8/2016

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Stare nella luce dell’anima quando c’è calma, pace ed equilibrio, è relativamente semplice. La vera sfida è stare nella luce dell’anima quando c’è sofferenza, dolore fisico, confusione.
5/8/2016

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Cosa chiedere di più che vivere il momento e poi dimenticarlo?
27/8/2016

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Da qualche giorno continua a tornarmi sotto gli occhi la parola incanto…
un giorno fra marzo e aprile 2017