L’Ape Rina e Fuco Lino

(Api bresciane 2)

“Ho trovato il modo per volare più veloce e andare a cercare il nettare più lontano” sussurrò l’Ape Rina al suo amico fuco.
“Davvero? E quale?” domandò Fuco Lino.
L’Ape Rina dopo essersi guardata intorno, disse piano: “Se vieni al vecchio castagno dopo che andato giù il sole, te lo faccio vedere”.
Fuco Lino arrivò all’albero all’ora stabilita e chiamò l’amica.
“Sono qua, dietro questa foglia” disse l’ape sbucando con la testolina “Sei pronto per la novità?”
“Dai, vedóm!” disse il fuco tutto curioso.
D’improvviso si sentì un gran rumore che spaventò Fuco Lino, sembrava che da dietro quella foglia venisse fuori un gruppo scatenato di calabroni. E invece uscì l’Ape Rina volando a tutta velocità con tanto di caschetto e occhialini. Fece qualche giro intorno all’amico, poi gli atterrò vicino. “Che facia fet?” gli disse ridendo visto che Fuco Lino la guardava con gli occhi e la bocca spalancati.
“Ma… Ma… Co co co…” balbettò il fuco “Cosa sei di…ventata?”
“Sono sempre io, bórtol!” disse l’ape togliendosi gli occhiali “Solo che ciò le ali più grandi. Le ho fatte con foglie di ulivo, belle resistenti”.
“Ma… Ma…” balbettò di nuovo Fuco Lino ancora un po’ scosso “Ma perché ti sei messa quelle cose lì?”
“Perché così, come ti ho detto oggi” spiegò sorridente l’amica “posso andare a cercare il nettare anche più lontano e ci metto lo stesso tempo che andare nei soliti posti qui vicino. In più con le ali così grosse riesco anche a trasportare più nettare, ho già provato. E così faccio qualcosa di più per il mio alveare”.
“Brava!” disse ammirato il fuco “Sei forte!”
“Mica è finita: ho pensato qualcosa anche per te”.
“Per me?” chiese stupito Fuco Lino.
“Sì, per te!” disse l’Ape Rina indicando l’amico “Ciài mica un sogno anche te?”
“Sì, andare anch’io a raccogliere il nettare sui fiori” disse sognante Fuco Lino. Dopo aver fatto un sospiro continuò: “Solo che non lo posso fare perché ciò la lingua troppo corta, non ciò il pungiglione per difendermi e neanche le cestelle per portare il nettare”.
“Tadànnn!” fece l’Ape Rina mostrando delle cose a Fuco Lino “Da domani invece lo farai: con questo germoglio di erba cannuccia tirerai su il nettare; questa punta di spino incollata in coda all’addome sarà il tuo pungiglione; e al posto delle cestelle basta che ti metti un po’ di miele sulle zampe e il nettare ci resterà attaccato”.
Fuco Lino rimase in silenzio per qualche secondo, con un sorriso beato sulla bocca.
“Uè, ci sei?” chiese l’Ape Rina muovendo le antenne davanti agli occhi dell’amico.
“Sì, ci sono…” disse il fuco con tono sognante “Ape Rina sei un mito. Però cosa diranno all’alveare? Mi scherzeranno? Magari mi mandano via…”
“Ma che mandarti via!” disse l’Ape Rina per incoraggiare l’amico “Saran tutte contente invece, che l’era ura che un fuco fatichi un po’ di più! E tu faticherai un bel po’ di più, perché verrai con me”.
“Con te? Lo decideranno le capo-squadra no” disse Fuco Lino.
“Ah già, non te l’ho ancora detto” disse l’Ape Rina facendo la finta tonta “Mi hanno promosso e ho fatto le ali grandi per tutta la squadra”.
“Evvai Ape Rina!” disse tutto contento Fuco Lino “Mi fai cominciare alla grande!”

(2014)

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