Zenone e Simirro

Quando il pesciolino Zenone incontrò per la prima volta il pesciolone Simirro gli disse: "Ma come fai ad essere così grande e grosso ed avere una coda e due pinne così piccole?"
Visto che l’altro non rispondeva continuò: "Come fai a nuotare bene con quelle cosine che quasi non si vedono?".
Simirro rimase silenzioso con un sorrisetto furbino sulle labbra.
"Ma tu ce l’hai una voce?" chiese Zenone "Mi vuoi dire come fai a scappare se sei in pericolo?"
Per rispondere a quella domanda il pesciolone partì a tutta velocità scomparendo dalla vista del pesciolino nel giro di pochi secondi. Poi mettendoci lo stesso tempo tornò nel punto in cui era prima. Zenone rimase per un bel po’ con gli occhi e la bocca spalancati per lo stupore.
"Come… Come hai fatto?" chiese quando si riprese.
"Ah, non lo so" rispose Simirro sorridente "so che lo faccio e basta".
"Ciao, sono Zenone" disse in fretta il pesciolino "da oggi voglio essere tuo amico e stare sempre con te".
"Io sono Simirro e sono contento di aver un nuovo amico" ribatté il pesciolone.
"Be’, potrei anche assumerti come guardia del corpo…" disse Zenone fintamente pensieroso "così se c’è pericolo mi aggrappo a te e via veloci come un pesce siluro!"
"D’accordo, mi va bene anche quello" disse allegramente Simirro "Ma sappi che io sono molto più veloce di un pesce siluro!"
"Ma tu guarda a volte nella vita" disse Zenone al pesciolone dopo aver nuotato insieme un po’ "uno pensa di aver visto tutto e poi incontra uno come te".
"Eh, lo so" disse Simirro al pesciolino "Faccio quest’effetto un po’ a tutti. Ma finora nessuno mi aveva detto di diventare amico e guardia del corpo". "Be’, come vedi c’è sempre una prima volta" disse Zenone dando un buffetto al pesciolone. "Ti sarai salvato un mucchio di volte" aggiunse poi.
"Sì, proprio tante" confermò Simirro "Il più delle volte da squali affamati, anche da una piovra gigante una volta!"
"E… hai mai salvato qualcun altro?" chiese Zenone.
"Sì, quando ero più piccolo" raccontò Simirro "ho salvato tutta la mia famiglia da un attacco di orche. Era di notte, dormivamo tutti" continuò dopo qualche istante di silenzio "O meglio, gli altri dormivano, io per qualche motivo ero nervoso e non facevo che rigirarmi. Ad un certo punto ho sentito un rumore. Così mi sono affacciato al nostro rifugio e ho visto che stavano arrivando. Allora ho svegliato tutti in fretta e furia e gli ho urlato di attaccarsi tutti a me. In meno di un batter di pinna eravamo lontani e in salvo".
"Che spavento deve essere stato" commentò Zenone.
"Già" disse Simirro girando gli occhi verso il pesciolino.
"Mi aspetti qui un attimo Simirro?" disse Zenone dopo un po’ che nuotavano in silenzio "Vado dietro quella roccia a fare un bisognino".
"D’accordo ti aspetto" disse il pesciolone.
Nel momento in cui usciva dalla roccia, dopo aver fatto i suoi bisogni, Zenone vide che dall’alto stava scendendo silenziosa una grossa rete e di lì a poco avrebbe imprigionato Simirro. Con tutta la voce che aveva in corpo urlò: "Attento Simirro! Sopra di te! Scappa!"
Senza guardare in su il pesciolone partì a tutta velocità e raggiunse Zenone. Insieme, tutti e due col fiato corto, restarono a guardare la grossa rete che raggiungeva il fondo e poi veniva ritirata verso l’alto.
"C’è mancato poco…" sospirò Zenone. "Già… Ma grazie a te mi sono salvato" disse Simirro dando una piccola spinta al pesciolino. "Sei proprio un amico e anche la mia guardia del corpo!".
"Tu per me e io per te" aggiunse Zenone ricambiando la spinta affettuosa.

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