La tartaruga e lo scarabeo

Nel grande giardino di una casetta costruita nel bosco, viveva da molto tempo una tartaruga. Faceva una vita molto tranquilla, pienamente soddisfatta. Passava le sue giornate andando a passeggio di qua e di là senza mai uscire dal recinto che circondava il giardino; di cose da vedere ce ne erano a sufficienza senza bisogno di avventurarsi nel bosco. Quando aveva fame bastava che si dirigesse verso l’orto, dove poteva trovare tutto ciò che voleva e che le piaceva. Be’, non proprio tutto, perché poteva cibarsi solo delle verdure che si trovavano al di fuori della rete che proteggeva il resto dell’orto, riservato ai padroni di casa. Quando poi si sentiva stanca e aveva voglia di dormire si fermava in un qualsiasi punto del giardino e si ritirava nella sua corazza.
A volte era talmente stanca che capitava si addormentasse a pochi centimetri da dove aveva appena fatto i suoi bisogni. L’inconveniente era che il loro odore, non certo gradevole, la faceva risvegliare prima del tempo. Una di quelle volte però le capitò di risvegliarsi come se avesse dormito per tutto il tempo necessario. Ne fu sorpresa e quindi si girò a guardare dietro di sé: si accorse in effetti che i suoi bisogni erano già spariti. Forse i padroni di casa avevano già fatto pulizia, pensò la tartaruga. Mentre faceva questo pensiero vide con la coda dell’occhio uno scarabeo che correva all’indietro a tutta velocità spingendo con le zampe posteriori una pallina scura grande più del doppio di lui. Che sta facendo quello, si chiese la tartaruga. Cose strane succedono oggi nel mio giardino, si disse mentre continuava a guardare lo scarabeo che si allontanava e decise che avrebbe indagato. Andò a dormire presto quella sera così da essere sicura di non addormentarsi il giorno dopo. Svegliatasi di mattina presto, si nascose fra l’erba alta, in un punto in cui poteva tenere d’occhio gran parte del giardino. Non passò molto tempo quando vide giungere lo scarabeo, stavolta camminava in avanti. Girò un po’ per il giardino in cerca di chissà cosa. Poi, visto che non trovava ciò che cercava, si diresse verso il retro della casa ed entrò in una specie di vasca dove i padroni mettevano i bisogni della tartaruga, forse in attesa di liberarsene tutti insieme. Dopo qualche minuto ecco lo scarabeo uscire da quella vasca spingendo una pallina scura, ancora più grande di quella del giorno prima. A quel punto la tartaruga uscì pian piano dal suo nascondiglio e urlò lentamente allo scarabeo: “Ehi tu, che cosa fai con i miei bisogni?”. “Per ora mi diverto un mondo a farli rotolare!” rispose lo scarabeo salutando allegramente. Tempo pochi secondi e la tartaruga lo vide sparire oltre il recinto del giardino. Veloce come il vento, pensò la tartaruga, domani bisogna che lo fermi prima che vada nella vasca.
Il giorno dopo, appena sveglia, la tartaruga fece provvista di cibo e si piazzò proprio davanti alla vasca dei bisogni. Quando arrivò, lo scarabeo salutò cordialmente la tartaruga, ma non diede l’idea di volersi fermare. A quel punto la tartaruga riuscì a bloccarlo con una zampa e con voce non troppo gentile disse: “Si può sapere che ne fai dei miei bisogni?”. Lo scarabeo con voce un po’ strozzata rispose: “Te l’ho detto ieri, mi diverto a farli rotolare”. “Sì, ho capito” insistette la tartaruga “Ma poi cosa ne fai?”. “Beh, che domande, ci costruisco la mia casa!” rispose lo scarabeo cercando di alzare un po’ la voce. La tartaruga, lasciando libero l’insetto, cominciò a ridere a crepapelle, tanto da non riuscire a completare ciò che voleva dire: “Tu… Ah ah ah… Costruisci… Ah ah ah… Con la mia cac… Ah ah ah…”. “Be’, cara mia, sapessi quanto è resistente e sicura” rispose lo scarabeo mentre la tartaruga continuava a ridere a più non posso “Tanto tu non la usi più e non so cosa possano farsene i tuoi padroni. Io riesco a farmi una casa. Certo non ha un gran odore, anche se un po’ passa, ma almeno tiene ben lontano ladri e scocciatori!”

24 febbraio 2014

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