3 x 3

L’ulivo
Rimpolpa
La chioma

*

Continua
La pioggia –
Che sete

*

La terra
Avida
Di pioggia

*

Cantando
M’imbevo
Di suono

*

Medito
M’accorgo
Comprendo

*

Se sento
Dire bau
So chi è

*

C’è solo
L’attimo
Presente

*

C’è oggi
Nient’altro
– Respiro

*

Inspiro
Espiro
– L’attimo

*

Dai vetri
Il mondo
Ondeggia

*

Rilasso
Muscoli
E mente

*

Cadono
Sull’erba
I fiori

*

Ho sete
Di cielo
Sul capo

*

Ho detto
Ti detto
Un detto

*

Il quarto
Di luna
Nel cielo

*

Nel pensàm
Te ta m’et
Sinsigat (1)

*

El leca
El me nas
El cagnì (2)

*

A ólte
L’è asé
Un penser (3)

*

3 x 3
L’è perfet
Col dialet (4)

*

Ghè vignìt
Turna fret
Lana ‘ndos (5)

*

L’è semper
De corsa
Ghè mai fì (6)

*

Gares de
Fenéser
I mestér (7)

*

La famia
La fa mia
La fam ia (8)

*

En dialet
Töt l’è cürt
Nient de lonc (9)

*

Go ‘n bisogn
Iga ‘l sul
Sö la pel (10)

(1) Nel pensarmi mi hai punzecchiato
(2) Lecca il mio naso il cagnetto
(3) A volte basta un pensiero
(4) 3 x 3 è perfetto col dialetto
(5) È tornato il freddo – lana addosso
(6) È sempre di corsa – non c’è mai fine
(7) Dovrei finire le faccende di casa
(8) La famiglia non fa la fame viva
(9) In dialetto tutto è corto niente di lungo
(10) Ho un bisogno avere il sole sulla pelle

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Compagna ribelle – Parte I

Ritornelli

*

Non posso fare affidamento sull’estate
Per sentirmi vivo
Né affidarmi alla casa piena
Per sentirmi nella condivisione
Non posso fare affidamento sul lavoro
Per sentirmi cittadino
Né affidarmi alle certezze per il domani
Per trovare serenità
Non posso fare affidamento sul passato
Per sapere chi sono
Né affidarmi all’attesa
Per trovare la via da seguire

*

Sapessi quanto poco ci vuole
Per sentire battere il tuo cuore
Senza tastare il polso
Sapessi quanto poco ci vuole
Per sentire il tuo respiro
Senza portare le mani al naso
Sapessi quanto poco ci vuole
Per sentire il concerto del tuo corpo
Che dura la vita intera

*

Tra una cosa e l’altra
Che distanza c’è
Tra una cosa e l’altra
Che intervallo c’è
Tra una cosa e l’altra
Quanto spazio c’è
Tra una cosa e l’altra
Quanto tempo c’è
Tra una cosa e l’altra
Che cos’altro c’è
Tra una cosa e l’altra
Quanta vita c’è
Tra una cosa e l’altra
Cosa c’è per te

(2014)

3 x 3

*

Passero
Riposi
Sul ramo

*

Il sole
È sorto
Splendente

*

Seduto
Contemplo
L’azzurro

*

I frutti
Del pruno
Crescono

*

È dolce
Il cane
Che ronfa

*

Che piova!
La secca
S’imbeva

*

Due ali
Servono
Entrambi

*

Pioverà?
Mi porto
L’ombrello

*

Il fiore
Brulica
Di vita

*

Il sole
Si mostra
Nel grigio

*

Le noci
I kiwi
Il cesto

*

Un uovo
Avvolge
Le pere

*

Fragole
Co’ limù
E söcker (1)

*

Sintesi:
Cogliere
L’essenza

*

Passeggia
Veloce
Col cane

*

La voce
M’indica
La strada

*

Lucente
La fiamma
M’incanta

*

L’omelet
La me pias
Coi per cocc (2)

*

Lo yogurt
Col cacao
Che bontà

*

(1) fragole con limone e zucchero
(2) l’omelette mi piace con le pere cotte

Nota
Inconsapevolmente un amico mi ha suggerito una metrica perfettamente trittica. Che potrei anche dire trittica al quadrato.

Aprile

Nutri i pesci
Bambina disegnata
Con un sorriso

***

Una nuvola
Spazzata via dal vento
Un’altra torna

***

Inaspettata
Una violetta cresce
Fra sassi grigi

***

Lasciala fare
La natura sa bene
Come fiorire

***

Quattro gerbere
Gialle tra foglie verdi –
Gioia e pace

(2015)

L’equinozio

Mi viene voglia in questo giorno anticipato di equinozio di scrivere senza passare dalla metafora della poesia, della narrazione o del canto, anche se poi quella che di fatto vi racconterò è una metafora.
Intanto una riflessione su questo mondo iper-tecnologizzato e puntiglioso al nano-bit, al punto da poter calcolare al secondo, e metterlo ben in evidenza sui mass media, lo scoccare del giorno di equinozio e quindi di inizio primavera che quest’anno a quanto dicono non è il 21 ma il 20 di marzo.
Detto questo, mi vien da dire che il giorno di equinozio, marzolino o settembrino che sia, con la sua caratteristica dello stesso numero di ore di luce e di buio, è in fondo un giorno per l’uguaglianza. E proprio per questo potrebbe diventare un giorno per celebrare l’Uguaglianza, quella con la U maiuscola, quella per eccellenza, quella che riguarda tutti, che sia fra i popoli, fra uomini e donne, fra adulti e bambini, fra giovani e vecchi, fra esseri di diverse specie e chi più ne ha più ne metta. Il giorno di equinozio, che sia il 20 o il 21 o il 23, potrebbe diventare la Festa Internazionale per l’Uguaglianza. Forse qualcuno dirà che sarebbe l’ennesima inutile festa di celebrazione, ma ci sarebbe un riferimento concreto nella natura, un fenomeno che dice chiaramente che tutto e tutti sulla Terra vivono e convivono per un motivo ben preciso, che sicuramente non è quello di distinzione fra superiorità e inferiorità, perché essenzialmente tutto e tutti sono espressione della medesima ed unica Vita.